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Trattatello (poetico) sulla bicicletta                                                  51

                          sella in cui le braccia e le spalle (e anche la schiena) possono

                          faticare non poco (in particolare nella bici da corsa, dove in
                          genere si è molto curvati in avanti, Fig.4) si può aggiungere
                          un appoggio per scaricare braccia, spalle e schiena (le braccia

                          servono così solo più per fare lo sforzo, minimo, per girare il
                          manubrio) che però deve fare i conti con il fatto che busto e
                          torace devono essere lasciati liberi, l’uno per inclinarsi lateral-

                          mente nelle curve e l’altro per poter respirare, quindi l’appog-
                          gio deve interessare solo le spalle e non il torace, portando ad
                          un vantaggio solo parziale: si possono solo scaricare le brac-
                          cia poggiandosi sugli avambracci, come succede con il manu-

                          brio delle bici con sella da cronometro (il quale, però, per via
                          delle sue ripercussioni sulla qualità del controllo, può essere
                          usato solo nei rettilinei e non nelle curve strette a basse velo-

                          cità (Fig. 14), nei quali migliora l’aerodinamica, motivo prin-
                          cipale per cui fu ideato).









                          II.I.2.1.2  Occorre determinare se, per spingere in avanti (ed

                          ottenere anche la potenza massima) sia più efficace o efficien-
                          te utilizzare solo le gambe o anche le braccia (nella handbike,
                          nella quale (ahimè) si usano solo le braccia, la velocità media
                          si attesta sui 25 km/h, o poco più) → bici con sella/reclinata

                          oppure  “rowing bike”? Con la rowing bike (dove si usano
                          anche i muscoli della schiena) si ottiene sì, in modo un po’
                          “scomposto”, la massima  potenza di picco (da cui la massima

                          accelerazione), ma ad essa non consegue la velocità massima
                          più elevata (né  tantomeno  quella media su lunghe distanze)
                          per via della minor efficienza di spinta rispetto alla bici con

                          sella o alla bici reclinata a pedali (la spinta è meno fluida che
                          con la pedalata) e quindi non ce la si fa a raggiungere alte
                          velocità, anche perché la sua efficienza aerodinamica è certa-

                          mente minore della reclinata a pedali, e forse anche di quella
                          con sella (ci si muove con il corpo avanti e indietro); da cui
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