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46 La sfida dell’efficienza
Per migliorare questo fattore, si deve agire su tutti i punti
sotto elencati, rispettando, nel contempo, il vincolo sulle inerzie
qui descritto, essendo consapevoli che, per un limite fisico, si
può solo raggiungere un compromesso (con la annessa sfida
tecnica) che è funzione del tipo di percorso che si intende fare
con la bici.
Vincolo sulle inerzie (la sua influenza specifica dipende dalla
quantità di accelerazioni/frenate e salite/discese):
- Si rispetta minimizzando la massa totale della bici (e del cicli-
sta!) e i momenti di inerzia delle loro parti rotanti, minimizzando
quindi le masse e migliorando la loro distribuzione spaziale (si
veda Fig. 6), il tutto agendo sui materiali e sulla progettazione
del telaio e dei componenti, ma anche sugli indumenti/accessori
(e sulla dieta) del ciclista.
II.I.1 Minimizzazione degli attriti
In particolare di quello, preponderante alle alte velocità, con
l’aria (miglioramento dell’aerodinamica) perché gli altri hanno
raggiunto un valore vicino al limite teorico (Fig. 5). La forza
contraria dell’aria, inclusa negli “attriti”, viene normalmente, fin
da subito, considerata una forza dissipativa, perché una sua parte
si trasforma in calore disperso, non più recuperato (in realtà la
forza intera ha come destino finale quello di tutta l’energia, ossia
il diventare disordinata fino a livello macroscopico/cosciente). In
realtà l’energia del vento “caldo” che generiamo può essere par-
zialmente recuperata in uno o entrambi i seguenti modi: sfruttan-
do il più possibile la sua natura (idealmente deterministica) di
forza meccanica, capace quindi di compiere lavoro meccanico
utile, oppure ricavandone energia di alta qualità installando, per

