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44 La sfida dell’efficienza
l’ambiente esterno, si può giocare invece pure sulle nostre scelte
alimentari (se ne abbiamo la possibilità).
II. Massimizzare l’efficienza complessiva del mezzo meccanico più
ciclista (h bicicletta+ciclista) che qui tiene conto, oltre che naturalmente
delle inerzie e degli attriti, anche del fatto che solo una parte del
lavoro muscolare risulta utile (quella trasmessa al terreno nella
direzione dell’avanzamento) (seppure, come visto in Fig. 4, si
tratti della maggior parte dell’energia muscolare spesa).
Prima di procedere oltre, possiamo “formalizzare” quanto notato
nella parte: “L’uomo non è perfetto” ed in seguito descritto in
Fig. 6: in un percorso tortuoso in salita nel quale si imprimano
forti accelerazioni e frenate è più efficiente andare a piedi che
non in bici, infatti: h andare a
piedi(velocità, accelerazione) = h muscolare a piedi, totale(freq. di cammina-
ta, temp. esterna, ecc.) x h a piedi(velocità, accelerazione) è maggio-
re, sulla totalità del percorso, di h andare in bici, in virtù, in particolare,
del fatto che: h a piedi(velocità, accelerazione) > h bicicletta+ciclista(velo-
cità, accelerazione).
Analizziamo ora più nel dettaglio i due termini di sopra, h muscolare peda-
lata, totale e h bicicletta+ciclista , per vedere come li si possa aumentare il più pos-
sibile:
I.I Efficienza muscolare totale (h muscolare pedalata, totale)

