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Trattatello (poetico) sulla bicicletta 39
significati filosofici e premonitori: l’aumento di entropia/temperatura
atmosferica rende sempre meno efficienti i motori (incluso il nostro
motore muscolare). La limitatezza dell’ambiente si può quantificare
non solo semplicemente in termini di quantità di energia disponibile
ma anche, e soprattutto, per mezzo della valutazione della sua “quali-
tà” energetica, attraverso (la variazione del)la distribuzione dell’entro-
pia.
Sia che si adotti la visione personalistica, sia che si abbracci quella
più ambientalista/altruistica, il concetto di efficienza è connesso al
carattere di limitatezza, e la sua massimizzazione è, dal punto di vista
matematico, un problema (variazionale) di massimo vincolato (le con-
dizioni al contorno sono limitate). Il valore che si può solo avvicinare
è un valore, quasi simbolicamente, finito (uguale a 1). L’entropia
dell’ambiente (che può essere semplificata, in ambito termodinamico,
con il valore della sua temperatura media) non può essere diminuita,
ma il suo inesorabile e costante aumento può essere rallentato aumen-
tando l’efficienza, ma anche diminuendo il “consumo” di energia.
Quello che conta è la quantità assoluta di calore prodotta (l’efficienza
è solo un rapporto) e la sua “velocità” di produzione. L’unica possibi-
lità che ci rimane per diminuirle, dato che non non si può raggiungere
un’efficienza uguale a 1, è quella di diminuire l’energia utilizzata e di
consumarla lentamente: in questo caso il calore e la sua velocità di
produzione possono avvicinarsi a zero quanto si vuole ma si sprofonda
in una sostanziale impossibilità nel farlo perché ciò equivarrebbe a
cessare di utilizzare l’energia, quindi, al limite, scomparire, non esiste-
re più (materialmente/energicamente, e quindi(?) come esseri autoco-
scienti).
Focalizzando l’attenzione sulla questione più ristretta del nostro
spostamento, per minimizzare l’aumento di entropia non abbiamo
scelta: la traiettoria è quella che richiede energia di controllo nulla
(abbandonandosi a ruota libera e senza mani), è quella “libera”, deter-
minata dall’ambiente, ossia dal campo di forze dato (e quindi è dato
anche il punto di arrivo) (più in generale, è “determinata” dalla curva-
tura spaziotemporale e conoscibile a meno di un valore di fondo; non
è la geodetica perché abbiamo bisogno del terreno che si oppone alla

