Page 37 - Trattatello
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Trattatello (poetico) sulla bicicletta                                                  37














                   Noi, soli, a lottare contro il vento da noi stessi generato,  quindi
               costantemente controvento; generatori di vento nostro malgrado (se ne
               accorgono le persone ai lati della strada, quando passiamo), di un ven-

               to impercettibilmente surriscaldato dalla nostra fatica. Sperimentiamo
               direttamente sul nostro corpo la forza d’attrito dell’aria ma anche la
               sua capacità di disperdere il nostro calore (se vi sono meno di 37-

               40°C) e di dare quini un vantaggio “termodinamico” aumentando l’ef-
               ficienza dei nostri muscoli (quando andiamo in bici, d’estate abbiamo
               meno   caldo   di   quando   corriamo   (stiamo   più   freschi,   sudiamo   di
               meno), anche se, in inverno, congeliamo se fa freddo, non parliamo se

               siamo anche in discesa). Per determinare la massima velocità raggiun-
               gibile in bici  si può guardare a quella raggiunta dagli sciatori nelle

               discese libere: più di 250 km/h quando vanno giù a uovo; oppure quel-
               la delle moto naked: qui il limite di resistenza umana sale fino a quasi
               300 km/h perché ci si può tenere al manubrio, quindi alla fine di disce-
               se lunghe e molto ripide (e rettilinee!), anche in bici si potrebbe rag-

               giungere questa folle velocità. In pianura, invece, dove l’uomo non
               può esprimere, ad alte velocità e per lunghi periodi, una forza pari a
               quella, instancabile e costante, della gravità delle discese scoscese,

               con la bicicletta si può arrivare (pedalando) ad una velocità di punta di
               70 km/h o poco più, tenibile solo per brevi periodi: vi è un limite uma-
               no nel riuscire ad esprimere una potenza elevata su lunghi intervalli.
               Si può quindi scendere velocissimi in discesa, resistendo a conseguen-

               ti venti fortissimi, ma senza l’aiuto della gravità possiamo solo com-
               battere, e per poco tempo, contro un vento a 70 km/h, quello provoca-
               to dal nostro stesso procedere pedalando. I limiti di velocità qui stima-

               ti, sia in discesa che in pianura, sono validi per la bicicletta con sellino
               e senza carenatura (sdraiati e con la carenatura si può andare ancora
               più veloci!).
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