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Trattatello (poetico) sulla bicicletta 43
Ragionamenti energetici e di efficienza si devono applicare anche
alla presunta fase di “dismissione” del mezzo, la quale però non
dovrebbe avvenire mai (vita eterna per la bici!): quando lo si “rifiuta”,
il veicolo in realtà è recuperabile perché la sua energia/informazione,
per quanto possa essere malandato, non è mai annullata fino allo stato
delle materie prime, quindi il recupero/riparazione, anche se può
non convenire economicamente (l’economia guarda anche il tempo, ha
fretta, come la vita, d’altronde), tuttavia dal punto di vista ecologico
conviene sempre (in termini di risparmio di energia e di minor produ-
zione di calore) rispetto al suo riciclo dopo “rottamazione” o alla
costruzione di un veicolo ex novo a partire dalle materie prime.
Tenendo sempre a mente gli “obblighi morali di scelta” visti sopra
riguardo percorso e stile di guida, troppo severi (“inumani”) per essere
appieno rispettati, e i vincoli sulla costruzione e la “vecchiaia” della
bici, vediamo come si possa migliorare l’efficienza dello spostamento
in bici, h andare in bici , che, come visto, vale:
h andare in bici(velocità, accelerazione) = h muscolare pedalata, totale (freq. di peda-
lata, temp. esterna, ...) x h bicicletta+ciclista(velocità, accelerazione).
Si può agire su ognuno dei due termini in cui è stato qui scelto di
scomporla:
I. Massimizzare l’efficienza muscolare (h muscolare pedalata, totale) (qui si
prende in considerazione l’efficienza complessiva, considerando
anche l’efficienza (costi energetici) di “produzione” del cibo
(partendo dall’energia elettromagnetica del sole e aggiungendo
quella, spesso troppa, delle altre fonti di energia utilizzate)).
Data l’impossibilità di diminuire l’entropia (temperatura) del-

