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Trattatello (poetico) sulla bicicletta 47
esempio, generatori eolici ai lati della strada; oppure, più brutal-
mente, deteriorandola in calore, utile però per scaldare, cui si
aggiunge anche il debolissimo calore da noi stessi generato. Le
bici reclinate diminuiscono, rispetto a quelle con sella, l’“attrito”
aerodinamico perché hanno una forma migliore e una sezione
trasversale minore (Figg. 7 e 13), a discapito, in genere, di un
incremento di massa (non rotante), quindi risultano sicuramente
vantaggiose (per chi le conduce, non per gli altri che ne volesse-
ro sfruttare il vento) nel mantenere alte velocità costanti in pia-
nura, e per raggiungere elevate velocità in discesa (viceversa
palesano maggiori difficoltà nelle frenate e nelle accelerazioni, le
quali, record di velocità a parte, prima o poi arrivano) (Fig. 6). Si
può anche intervenire sui materiali della bici e le tute dei ciclisti
per migliorarne le superfici (tenendo però in mente che, per esi-
genze di traspirazione della pelle, l’uso di una particolare tuta
dipende anche dalla temperatura esterna), facendo in modo che il
loro attrito con l’aria sia il più basso possibile, riuscendo con
questa scelta, in genere, a rispettare anche il vincolo sulle inerzie
della bici-più-ciclista. La carenatura (fissa o rotante (ruote lenti-
colari)) diminuisce la forza aerodinamica dell’aria nella direzio-
ne di marcia agendo sul fattore di forma (riduce il C x), ma la
massa della bici aumenta (quella totale e/o quella delle sue parti
rotanti) e anche in genere il suo coefficiente di penetrazione late-
rale (C y) e la sua area laterale, fattori, questi ultimi, che aumenta-
no la sensibilità al vento “laterale” (quello non lungo la direzione
di marcia) che, nei mezzi a due ruote, può provocare dei
momenti/forze (oltre ai momenti aerodinamici presenti anche in
assenza di vento) che possono portare a pericolosi problemi di
controllo/stabilità (Figg. 5 e 9)): si veda la proposta in Fig. 14
per contenere il C y (a scapito di un lieve incremento di C x e area
trasversale) mettendo delle punte laterali in modo che la carena-
tura, che ha un’area laterale più elevata di quella trasversale,
abbia almeno un buon C y. Visto il suo impatto sul vincolo delle
masse, la carenatura risulta sicuramente vantaggiosa in un per-
corso con poche accelerazioni e frenate (e per i record di veloci-
tà), altrimenti lo svantaggio dovuto all’incremento di massa

