Page 48 - Trattatello
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                      (totale e/o in rotazione) va valutato quantitativamente caso per

                      caso (si veda, per  un discorso qualitativo, Fig. 6). Va  inoltre
                      valutata la probabilità che sia presente sul percorso vento “late-
                      rale” sopra una certa intensità.




                         A causa dei regolamenti sportivi che vietano la carenatura e la
                      bici reclinata (“rowing bike”  compresa, facendo essa parte di
                      questa famiglia), la bicicletta con sella non carenata è quella che

                      ha raggiunto oggi il massimo sviluppo tecnico/tecnologico (visi-
                      bile nelle biciclette da pista/corsa usate nelle competizioni “uffi-
                      ciali”). Ma, come visto, vi sono altri tipi di bicicletta che posso-

                      no essere, per certi utilizzi, più efficienti della “classica” bici da
                      pista/corsa.






                         Migliorare h bicicletta+ciclista(velocità, accelerazione) vuol dire farlo
                      prendendo in considerazione un percorso “reale” (spaziotempo-
                      ralmente limitato) in cui sono necessariamente presenti non sol-

                      tanto accelerazioni positive, ma anche accelerazioni negative,
                      ossia frenate. La fase di frenatura della bici è oggi comunemente

                      di tipo dissipativo: tranne che nelle bici con pignone fisso in cui
                      si frena, poco efficacemente e con gran fatica (e solo sulla ruota
                      posteriore) contropedalando, essa si basa sull’incremento dell’at-
                      trito, ossia su quello che si viene a creare durante la frenata tra i

                      materiali che costituiscono l’impianto frenante (Fig. 5).  I  freni
                      aerodinamici sono oggi usati solo negli aerei e nei dragster per-
                      ché rischiano di innescare instabilità nei mezzi a due ruote, so-

                      prattutto in curva, e quindi esigerebbero controlli automatici del-
                      la stabilità (si veda più avanti); tali freni non usano la ruota per
                      la loro azione, ma aumentano al massimo il C x e la sezione fron-
                      tale con dispositivi/superfici a forma di cucchiaio, tipo paracadu-

                      te, per sfruttare la forza contraria dell’aria, parte della quale poi
                      genera vento “laterale” il quale, non venendo “usato” per qual-
                      che scopo, fa attrito con altra aria e alla fine si disperde tutto in

                      calore (si veda più sopra). A favore della frenatura per attrito sta
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