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Trattatello (poetico) sulla bicicletta                                                  49

                      il fatto che essa può essere realizzata con uno sforzo minimo da

                      parte del ciclista rispetto a quello che deve compiere, per esem-
                      pio, un corridore a piedi: più la generazione di calore (a livello
                      del freno) è alta (ossia più il valore di “efficienza” è basso (quin-

                      di il suo impatto ambientale (sugli altri) dannoso), più la frenata
                      è efficace e più è basso lo sforzo che il ciclista deve fare (verso il
                      basso “non” vi sono limiti all’“inefficienza”: il meccanismo dis-

                      sipativo, dissipando l’energia ordinata in calore, è quello che au-
                      menta al massimo grado l’entropia (il disordine), e non è pratica-
                      mente influenzato dalla temperatura esterna (l’azione di frenatu-
                      ra del corridore a piedi, invece, lo è perché non è dissipativa). In

                      definitiva, oggi l’attrito, invece di essere minimizzato sempre, è
                      variabile nel tempo e aumenta molto durante le frenate.


                      I sistemi di frenatura futuri non dovrebbero più basarsi sull’attri-
                      to, o, più in generale, non essere di tipo puramente dissipativo,
                      ma al contrario cercare di recuperare (e quindi accumulare, cosa

                      che il corpo umano non è capace di fare) l’energia cinetica senza
                      deteriorarla tutta in calore: se l’accumulo passa attraverso la con-
                      versione in energia elettrica allora ci deve essere a bordo della

                      bici una batteria e si rende necessaria l’adozione di un motore
                      elettrico (come avviene nelle attuali biciclette elettriche); se in-
                      vece l’energia viene immagazzinata sotto forma meccanica (tra-

                      mite una molla che si carica (accumulo di energia potenziale),
                      oppure tramite aria compressa, oppure ancora per mezzo di un
                      disco leggero che viene fatto ruotare molto velocemente (accu-
                      mulo di energia cinetica)), allora, per applicare la forza meccani-

                      ca al sistema di trasmissione o direttamente ad una ruota, si deve
                      usare un dosatore di coppia (acceleratore) e, nel caso del volano,
                      anche una frizione (Fig. 14). In tutti i casi, il conseguente au-

                      mento delle masse (da cui l’importanza della densità di stoccag-
                      gio per unità di massa), unitamente all’efficienza di recupero,
                      impone il calcolo di un bilancio di efficienza di utilizzo rispetto
                      ad una bici con freni dissipativi (si tenga presente che, qualora

                      positivo, esso diventa sfavorevole, puntualmente, nella frenata
                      ad accumulatore scarico, oppure durante il primissimo ciclo di
                      accelerazione/frenata, durante i quali, in piano o in salita/discesa,
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