Page 54 - Trattatello
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54 La sfida dell’efficienza
ca) bisogna diminuire la generazione di calore in assoluto, di
conseguenza la potenza/velocità e dilatare i tempi di percor-
renza: bisognerebbe usare velocità basse e costanti fino al
limite della nostra pazienza. Se si punta invece alle massime
prestazioni velocistiche permesse dal nostro fisico, si può
sfruttare il cambio in modo che la potenza trasmessa alla ruo-
ta sia sempre il più vicino possibile a quella di picco. Un cam-
bio con rapporti fitti e che permette rapide cambiate in questo
caso fa sì che nelle accelerazioni o nei cambi di pendenza si
stia poco tempo sotto tale picco.
La tendenza di oggi ad avere un cambio con un sempre mag-
gior numero di rapporti ma di tipo manuale, ossia lasciato alla
discrezionalità del ciclista (in relazione quindi anche al suo
stato di fatica), lascerà spazio, nel futuro, a cambi a variazione
continua con modalità anche adattativa (che faranno la stessa
cosa in modo automatico), ossia capaci di minimizzare la
distribuzione dello sforzo in funzione della potenza che ci si
sente di esprimere (mediante sensori di coppia, come oggi
sulle biciclette elettriche a pedalata assistita).
II.I.2.1.5 Aspetti di carattere meccanico/biomeccanico (tra-
smissione del moto/forza/potenza e loro andamento tempora-
le):
La trasmissione a catena è quella più semplice e leggera per
fornire una spinta efficace. Associando ad essa la ruota libera,
si garantisce che tale spinta sia sempre in fase con la velocità
della bici, in virtù anche della rigidezza della catena. Per far sì
che la forza resistente sia il più costante possibile lungo il
ciclo della pedalata, occorre studiare, per il sistema di trasmis-

