Page 58 - Trattatello
P. 58
58 La sfida dell’efficienza
I due fronti attraverso contromisure di tipo “passivo” o “attivo”:
A. Contromisure passive: hanno effetti sia sulla probabilità di
impatto (migliorando solamente la controllabilità del mezzo da
parte del conducente) che sulle conseguenze dell’impatto, il tutto
con conseguenze variabili sull’efficienza d’utilizzo e su quella di
costruzione:
A.1 Sull’architettura (geometria) della bici, per:
A.1.1 Aumentare il limite teorico per la frenata (massima
decelerazione) e, nello stesso tempo, diminuire la probabi
lità di cadute in avantidovute alle asperità del terreno:
quando vi è alta aderenza (quindi su terreno asciutto e con
uno pneumatico morbido) il limite teorico per la frenata(da
spostare sempre più in là,
ma da non raggiungere mai nella realtà, pena la caduta) è
quello che porta al ribaltamento verso l’avanti, ed è
funzione dell’altezza del baricentro complessivo (bici più
ciclista) rispetto alla sua distanza dal centro della ruota an-
teriore; tale rapporto interviene analogamente nella proba-
bilità di ribaltamento in avanti a causa delle asperità del
terreno. La bici reclinata costituisce quindi un migliora-
mento rispetto alla bici con sella la quale, a parità di distan-
za del baricentro totale dalla ruota anteriore (e quindi, gros-
somodo, a parità di passo), ha questo rapporto maggiore
(sfavorevole), per via del suo baricentro complessivo ne-
cessariamente più alto poiché il ciclista sta in posizione
eretta su una sella che non può essere avvicinata più di tan-
to al movimento centrale che a sua volta deve stare ad una
distanza minima da terra per poter lasciar girare i pedali

