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Trattatello (poetico) sulla bicicletta 67
La bicicletta è il risultato di una impudente sfida dell’uomo alla
selezione naturale, una sfida che, tuttavia, forse per senso di “lealtà” o
di vicinanza verso gli altri essere viventi, decide di restare, per la scel-
ta della fonte di energia, all’interno del mondo biologico, accettando, e
prendendola come ulteriore sfida, la limitatezza del fisico umano.
L’invenzione dei motori ha invece il carattere di una sfida quasi irrive-
rente verso la natura: con il potere della nostra mente ci si è voluti
svincolare dai fondamenti energetici su cui opera la vita. Il motore
elettrico ha h (regime di rotazione, temp. esterna) > h
motore elettrico muscolare
(frequenza di pedalata, temp. esterna), ma h < h
pedalata motore elettrico, totale muscola-
perché in genere: h < h x h x h
re pedalata, totale industria elettrica produzione del cibo vegetali ani-
e ancor più h < h . Quando però l’energia elettrica
mali industria elettrica vegetali
(che è una forma di energia ordinata [è molto ben localizzata, tranne la
poca che viene irradiata o dispersa in calore] che non si trova diretta-
mente disponibile in natura) viene ricavata da pannelli fotovoltaici o
centrali idroelettriche, il bilancio energetico a lungo termine (ossia
dopo che si è recuperata l’energia spesa per la produzione delle centra-
li o dei pannelli) si accompagna ad un impatto ambientale “limitato”
in termini di inquinanti (CO 2 compresa), ciò può forse andare a favore
dell’utilizzo di veicoli elettrici leggeri. In questo caso si ha
sempre h (velocità, accelerazione) > h
bicicletta elettrica mezzo elettrico diverso dalla biciclet-
(velocità, accelerazione) per via della massa e semplicità della bici-
ta
cletta.
La sostanziale differenza tra veicoli a propulsione umana e non, è
che, nel secondo caso, l’energia motrice per il nostro uso personale
non viene domandata direttamente al nostro corpo (la nostra energia
fisica può allora essere destinata ad altri usi o, “pigramente”, non esse-
re utilizzata affatto), ma viene prelevata dall’ammontare del “patrimo-
nio” energetico della collettività a cui, in genere, abbiamo contribuito

