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Trattatello (poetico) sulla bicicletta 11
-be dovuto farci nascere con una struttura di bicicletta al posto delle
gambe. O almeno con le ruote ai piedi. Sì, perché anche i pattini a ro-
telle vincono la sfida contro un uomo di corsa. Non si va forte come in
bicicletta, ma si è là in mezzo.
Il mio iniziale progetto di libro era intitolato: “L’uomo non è perfet-
to”, frutto dell’entusiasmo per la velocità raggiungibile sui pattini e
sulla bici. Il fatto che nessun animale avesse le ruote ai piedi, che il
“Caso” non avesse offerto al “Tempo” la possibilità di decretare il suc-
cesso evolutivo delle ruote, alimentava in me l’eccitante e conturbante
tesi che la mente umana avesse davvero qualcosa di divino e non fosse
solo risultato, anch’essa, del “Caso”; oppure doveva indurmi alla pru-
denza. Questa mi consigliava di analizzare il tipo di percorso prima di
decretare un vincitore assoluto tra i tre mezzi di locomozione (i piedi, i
pattini e la bici).
Mi raffigurai allora un percorso “non comune” per l’uomo di oggi,
un percorso che non fosse una “strada”:

