Page 10 - Trattatello
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Un senso di piacevole assurdità riaffiorava a sorprendermi ogni vol-
               ta che, con attonita meraviglia, vedevo i principii fisici allentare la
               presa su noi umani, smettere di essere regole inviolabili per lasciare

               avverarsi i nostri sogni. La meravigliosa spensieratezza di poter anda-
               re veloce, senza sforzo, sulla bicicletta, mi inebriava e riusciva ad atte-
               nuare lo smacco di non aver compreso, dopo una vita dedicata agli
               studi scientifici, quale arcana legge lo permettesse, mitigava la rivalsa

               della ragione e la reazione del mio orgoglio. Ma come è possibile che
               in bicicletta io possa passeggiare in completa rilassatezza per chilome-
               tri e chilometri più velocemente che se corressi, quando di corsa, con

               quelle mie stesse gambe, non riesco a fare neppure due isolati ad una
               velocità che non è nemmeno la metà? Che io pedali leggero nel vento,
               per la città o la campagna, senza l’ausilio di un motore, senza bisogno
               di una discesa, ma solo, e sempre, con queste mie sole gambe? Come

               possono i concetti fisici di energia, quantità di moto e potenza andare
               a farsi benedire? Che marchingegno è mai questo che permette all’uo-
               mo di procedere molto più velocemente che con le sue stesse gambe?

               Forse questo dispositivo inventato dall’uomo, riesce, in modo strabi-
               liante (sì, non capisco proprio come) a migliorare quanto la Natura ha
               fatto in milioni di anni, contraddicendo, per giunta, le leggi della dina-

               mica? Come faccio ad andare a quaranta chilometri all’ora e a fare de-
               cine di chilometri io che, nella corsa, sono sempre stato scarso e che
               non ho mai fatto maratone? Che poteri ha questa macchina così sem-

               plice (due ruote, un telaio e qualche ingranaggio) per permettere ad un
               uomo di superare tutti: tutta l’evoluzione, buona parte degli altri ani-
               mali (anche quelli che usano quattro zampe per correre) e perfino di
               violare i limiti della fisica?



                   Mi verrebbe da dire che: “l’uomo non è perfetto”, dal punto di vista
               evoluzionistico, ai fini dello spostamento sulla terraferma. Dio avreb-
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